Sistema pensionistico italiano: come funziona, quando nasce e cosa è importante sapere

142
Sistema pensionistico italiano

Il sistema pensionistico italiano è un pilastro fondamentale del nostro welfare ed è destinato a garantire la sicurezza economica e la dignità nella vecchiaia di tutti i cittadini. Nel corso degli anni esso ha subito importanti cambiamenti per far fronte alle mutevoli esigenze politiche, demografiche ed economiche del nostro Paese e in questo approfondimento, oggi, ne ripercorreremo i passaggi salienti e spiegheremo il suo funzionamento attuale e le informazioni utili da conoscere. Nel caso in cui si ha l’esigenza di avere informazioni più personali sulla propria situazione e, quindi, di eseguire un calcolo pensione affidabile è consigliabile far riferimento a un consulente esperto, grazie al quale sarà possibile conoscere la propria situazione contributiva aggiornata.

Dall’Unità d’Italia ai nostri giorni: l’evoluzione del nostro sistema pensionistico

La storia del sistema pensionistico italiano ha inizio nell’Ottocento, con il Regno d’Italia. Nel 1898 fu introdotta la legge n. 350, che istituì le prime pensioni di vecchiaia, a quei tempi destinate solo agli operai che contribuivano in modo volontario. Successivamente, nel 1919, il decreto legge n. 603 rese obbligatoria l’assicurazione pensionistica per diverse categorie sociali, dando vita alla prima Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali (CNAS).

Negli anni successivi, invece, si assistette a una maggiore centralizzazione e razionalizzazione del sistema previdenziale. Dopo l’emanazione del regio decreto n. 3184 l’assicurazione pensionistica fu resa obbligatoria solo per i lavoratori dipendenti tra i 15 e i 65 anni. Più tardi, nel 1935, il regio decreto-legge n. 1827 perfezionò e coordinò legislativamente il sistema di previdenza sociale. Successivamente, nel 1937, fu riconosciuta giuridicamente la Cassa Nazionale di Assistenza per gli Impiegati Agricoli e Forestali (CNAIAF) per la previdenza dei lavoratori agricoli.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia entrò nella fase della Repubblica Italiana, e nel corso degli anni, il sistema pensionistico continuò a evolversi. Nel 1952 fu introdotta la pensione minima con la legge n. 218, mentre nel 1957, la legge n. 1047 estese l’assicurazione per invalidità e vecchiaia ai coltivatori diretti, mezzadri e coloni.

Come funziona la pensione pubblica oggi?

Oggi il sistema pensionistico italiano si basa principalmente sul metodo contributivo, per il quale l’ammontare della pensione dipende dai contributi versati durante la vita lavorativa del cittadino. Nello specifico esistono diverse tipologie di pensione che variano in base al caso specifico, ai criteri vigenti e, infine, ai requisiti di età.

La pensione di vecchiaia, in particolare, è quella che si ottiene al raggiungimento dell’età stabilita dalla Legge, che attualmente è di 67 anni. Inoltre bisogna aver versato almeno 20 anni di contributi con variazioni che dipendono da età, tipo di cassa a cui si è iscritti e altri requisiti normativi.

La pensione anticipata, invece, consente di ritirarsi dal lavoro prima dell’età pensionabile standard. Attualmente, gli uomini possono accedere alla pensione anticipata con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre le donne con almeno 41 anni e 10 mesi di contributi. Infine c’è la pensione di anzianità, una tipologia accessibile da chi ha maturato un determinato numero di contributi e un’età compresa tra i 62 e i 65 anni, a seconda del regime contributivo.

Come si calcola la propria situazione contributiva?

Per calcolare la propria situazione contributiva e conoscere l’ammontare della pensione futura, è necessario considerare diversi fattori, come il numero di anni di contributi versati, l’importo dei contributi stessi e l’età alla quale si intende andare in pensione. La modalità di calcolo varia in base all’età contributiva maturata ed è piuttosto complessa da eseguire manualmente. Per questo è consigliabile rivolgersi a un consulente previdenziale o un commercialista esperto per effettuare una valutazione più accurata.

A chi rivolgersi per effettuare il calcolo della pensione?

Per effettuare il calcolo della pensione e ottenere informazioni dettagliate sul proprio caso è necessario far riferimento alla propria cassa previdenziale oppure rivolgersi a un consulente previdenziale, un commercialista o un patronato. Questi professionisti possono fornire una consulenza personalizzata e aiutare a comprendere le diverse opzioni pensionistiche disponibili, nonché i benefici e gli oneri di ciascuna scelta.

In alternativa ci si può fare un’idea della propria situazione contributiva consultando i calcolatori online che, tramite poche semplici informazioni, forniscono la possibile età pensionabile e a quanto potrebbe ammontare l’importo che si percepirà. Questi strumenti, tuttavia, sono utili solo per un calcolo ipotetico-previsionale e non offrono consuntivi esaustivi, ma forniscono un buon punto di partenza, da cui prendere spunto per chiedere un incontro con un consulente esperto.