Navigatori GPS, Trasmettitori di posizione e Privacy – Le cose da sapere

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Navigatori GPS, Trasmettitori di posizione e Privacy - Le cose da sapere

I navigatori GPS, specialmente se installati sui mezzi di trasporto aziendali, sono un argomento oggetto di discussione da diverso tempo, tanto da arrivare a creare dei veri e propri dibattiti e scontri dipendenti e datori di lavoro. Il tracciamento dello spostamento dei dipendenti, infatti, è una pratica borderline, che non sempre riesce a conciliarsi con le normative vigenti in termini di privacy e protezione dei dati. Proviamo a fare un po’ di chiarezza sulle norme vigenti, alla luce dell’attuale giurisprudenza in materia.

Il GPS può tracciare un veicolo?

Partiamo da un’assunzione tecnica. I ricevitori GPS “puri” non sono in grado di fornire ad un terzo la nostra posizione. Si tratta infatti di dispositivi elettronici che rilevano le coordinate in cui ci troviamo in maniera “passiva”, facendo dei calcoli sulle coordinate spazio-temporali che essi ricevono dai satelliti.

Per poter trasmettere la nostra posizione, come ad esempio avviene nel caso di antifurti satellitari, sarà necessario utilizzare un secondo componente, come per esempio un dispositivo 3G o 4G che, utilizzando la connessione attraverso un operatore telefonico, trasmetterà attraverso la rete le nostre coordinate. Il sistema di comunicazione 3G/4G usato per inviare questi dati raccolti dal navigatore satellitare è simile a quello utilizzato nei dispositivi abilitati per scaricare l’aggiornamento delle mappe in tempo reale (fonte: lemiglioriopinioni.it).

Se utilizziamo in maniera sporadica una macchina aziendale dotata di un semplice navigatore GPS, perciò, difficilmente il nostro datore di lavoro starà monitorando la nostra posizione, anche perché non sarebbe autorizzato a farlo. Diverso è invece il discorso nel caso in cui i dati sulla posizione siano necessari ad un’impresa per monitorare l’efficienza di un processo aziendale, come spesso accade nel caso di aziende dotate di flotte per trasporti di merci o persone. In questo caso, la possibilità di controllare in maniera centralizzata ogni singolo elemento della flotta diventa giustificata.

L’ambito lavorativo e il controllo del datore di lavoro

L’installazione di strumenti che rilevano l’esatta posizione dei mezzi di trasporto di un’impresa rientra tra i diritti del datore di lavoro, il quale potrà effettuare dei controlli continuativi. Questo, secondo la legge, è motivato dalla tutela degli strumenti che devono essere sfruttati da parte della flotta aziendale.

Ebbene, questo concetto sembra ormai destinato a essere modificato sensibilmente visto che il GPS potrebbe danneggiare il diritto alla privacy. Proprio per questo motivo è intervenuto il Garante, basandosi sulle richieste di un gruppo di dipendenti che operavano in condizioni non ottimali proprio a causa della presenza dello strumento di geolocalizzazione.

Il caso dell’impresa e dei mezzi di trasporto col GPS

Riportiamo un esempio pratico, basato su una dinamica realmente accaduta. Un’azienda di cui il nome non è stato rivelato si è ritrovata a dover ristrutturare completamente i sistemi di GPS installati nei mezzi di trasporto aziendale.

Questo perché si è scoperto che gli strumenti funzionavano 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno. Il fatto che questi strumenti GPS fossero sempre in funzione, anche durante gli orari in cui l’azienda non era operativa e spesso all’insaputa dei dipendenti, ha suscitato non poche polemiche da parte degli stessi dipendenti nei confronti dell’impresa.

La situazione è peggiorata quando gli stessi dipendenti hanno deciso di fare appello al loro diritto alla privacy, il quale veniva costantemente violato, soprattutto a causa della continua funzione del rilevatore di posizione che registrava movimenti e altri dati privati dei dipendenti, come se questi fossero protagonisti di una sorta di reality show.

Per sanare la situazione il Garante è dovuto intervenire per fare chiarezza sull’intera situazione, con l’obiettivo finale di ristabilire una sorta di ordine ed evitare che la situazione potesse peggiorare nel tempo.

Il nuovo progetto dei sistemi GPS aziendali

Il Garante della Privacy ha stabilito che i sistemi GPS devono essere caratterizzati da un nuovo strumento che permetta ai dipendenti di poter operare in maniera serena e allo stesso tempo di evitare di essere sottoposti a costante controllo.
In particolar modo il sistema deve rendere noto ai lavoratori i precisi momenti durante i quali questi sono sottoposti a controllo, mediante indicatore luminoso. Inoltre, il sistema deve poter essere facilmente disattivato da parte degli stessi, ma solo durante le ore di pausa o quando il mezzo deve essere sfruttato per motivi personali fuori dall’orario lavorativo.

Si tratta di una pesante modifica che potrebbe non essere vista di buon occhio da parte di molte imprese, ma che assume una grande importanza per gli stessi lavoratori, che si sentiranno meno controllati durante le ore libere.

Inoltre, anche la conservazione dei dati deve essere totalmente rivista: a oggi si parla di dati che possono essere immagazzinati per un anno, con le mappe dei percorsi privati dei dipendenti che devono essere escluse da tale tipologia di archiviazione.

Pertanto il sistema GPS per il controllo dei dipendenti e altri piccoli aspetti, che in passato caratterizzavano le verifiche effettuate nei confronti dei dipendenti, saranno limitate e tutte le novità dovranno necessariamente essere rispettate per evitare situazioni negative per le imprese che sfruttano tali sistemi.