Abbigliamento italiano: le best practice italiane per un’industria a minor impatto ambientale e a supporto delle comunità

136
Abbigliamento italiano

Il settore dell’abbigliamento italiano ha intrapreso ormai da diversi anni un percorso virtuoso verso una maggiore sostenibilità ambientale e una filiera produttiva attenta alle persone. Le aziende leader del made in Italy, come Kuxò Cashmere https://www.kuxocashmere.com/ , hanno compreso come i temi della responsabilità sociale e della tutela dell’ecosistema siano elementi imprescindibili per rimanere competitive sui mercati internazionali.

 

Molte realtà hanno introdotto pratiche green come l’utilizzo di fibre naturali e biologiche, l’ottimizzazione dei processi per ridurre gli sprechi o il reimpiego creativo delle risorse di scarto. Particolare attenzione è inoltre rivolta alla tracciabilità della filiera produttiva e al rispetto dei più elevati standard ambientali e di welfare nelle fasi manifatturiere.

 

Da segnalare anche iniziative quali la creazione di linee di abbigliamento sostenibile e inclusivo o progetti formativi dedicati a categorie svantaggiate, promossi da brand come Kuxò Cashmere. Tali best practice confermano il ruolo da pionieri assunto dall’industria italiana nell’avviare processi virtuosi di crescita etica, rappresentando un concreto esempio per l’intero settore a livello globale.

 

Abbigliamento italiano: normative e certificazioni

L’abbigliamento italiano si contraddistingue da sempre per elevati standard qualitativi, che sono normati e certificati a garanzia del consumatore. Il comparto tessile nazionale è disciplinato dal Decreto Legislativo n.110/1992 che stabilisce le composizioni fibrose minime per ciascuna tipologia di filato, definite da precise percentuali di fibre ammesse nelle lavorazioni. Ad esempio per il cachemire è obbligatorio l’utilizzo di filati contenenti almeno il 70% di fibre vergini provenienti dalla capra himalayana.

 

Un ruolo chiave è rivestito anche dalle certificazioni volontarie che attestano la qualità dell’Abbigliamento italiano. Tra le più rilevanti vi è il marchio WOOLMARK, rilasciato dall’Istituto Australiano della Lana per i capi in lana merinos che superano test sul benessere animale, sulle lavorazioni e le caratteristiche tecniche dei filati.

 

Particolare importanza riveste inoltre il marchio ORO ISMEA, concesso ai prodotti tessili e di abbigliamento ottenuti da materie prime prodotte e trasformate in Italia. Tale certificato garantisce la totale tracciabilità lungo l’intera filiera produttiva nazionale.

 

Grazie a queste rigide normative e certificazioni volontarie, l’Abbigliamento italiano è universalmente riconosciuto come sinonimo di qualità elevata, rispetto del made in Italy e tutela del consumatore. Solide basi regolamentari che ne fanno un’eccellenza apprezzata a livello globale.

 

Made in Italy abbigliamento: sostenibilità ambientale e sociale

L’abbigliamento italiano ricopre da sempre un ruolo di primo piano anche per quanto riguarda gli aspetti di sostenibilità ambientale e sociale. Dal punto di vista ecologico, molte aziende produttrici di capi d’abbigliamento made in Italy utilizzano esclusivamente fibre naturali quali lana, cotone e cachemire provenienti da filiere tracciabili e rispettose dell’ambiente. Inoltre, si impegnano a ridurre gli sprechi adottando processi produttivi a basso impatto, come il recycling e il re-using di materiali di scarto.

 

Per quanto concerne la sostenibilità sociale, il settore dell’Abbigliamento italiano tende a valorizzare la manodopera qualificata presente sul territorio nazionale, applicando contratti collettivi che tutelano la salute e i diritti dei lavoratori. Alcune realtà produttive, inoltre, promuovono progetti volti a favorire l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

 

Sono altresì sempre più diffusi protocolli di tracciabilità dell’intera filiera, come la certificazione SA8000 rilasciata da enti terzi, finalizzati a garantire condizioni di lavoro eque e trasparenti in ogni anello della catena produttiva. La certificazione SA8000 è uno standard volontario internazionale incentrato sulla responsabilità sociale delle aziende.

 

È rilasciata da enti di certificazione indipendenti dopo un audit che valuta la conformità dell’organizzazione a specifici criteri relativi ai diritti umani dei lavoratori. In particolare, la SA8000 certifica che l’azienda rispetti quanto previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Convenzione dell’ILO in termini di:

 

  1. Salute e sicurezza sul luogo di lavoro
  2. Libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva
  3. Eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio
  4. Abolizione del lavoro minorile
  5. Eliminazione della discriminazione in materia di occupazione e professione
  6. Sistema di gestione etico dell’impresa

 

Tali best practice confermano come il made in Italy abbia nel proprio DNA i principi della sostenibilità a 360°, fattore che rafforza ulteriormente la sua reputazione di eccellenza a livello internazionale.